Successione

Successione ereditaria: testamento, legittima e divisione
Alla morte di una persona (il cosiddetto de cuius), si apre automaticamente la successione, cioè il processo con cui il patrimonio del defunto viene trasferito agli eredi. La successione può seguire due strade: quella testamentaria, se esiste un testamento valido, o quella legittima, se il defunto non ha lasciato alcuna disposizione scritta.
In assenza di testamento, la legge stabilisce direttamente chi sono gli eredi e in quale misura, seguendo un ordine preciso che privilegia coniuge, figli e parenti più prossimi.

Tipi di testamento
Il testamento è l'atto con cui una persona dispone dei propri beni per dopo la morte. La legge italiana riconosce tre forme valide:
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Olografo: scritto interamente a mano dal testatore, con data e firma. Non richiede notaio né testimoni, ma deve essere autografo in ogni sua parte.
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Pubblico: redatto dal notaio alla presenza di almeno due testimoni, che raccoglie le volontà del testatore dopo averne verificato l'identità. È la forma più sicura.
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Segreto: consegnato chiuso e sigillato al notaio. Può essere scritto anche a computer, ma deve recare la firma olografa del testatore.
Il testamento è sempre revocabile: il testatore può modificarlo o sostituirlo in qualsiasi momento con uno successivo. Tuttavia, anche la libertà testamentaria ha un limite: devono essere rispettate le quote di legittima, cioè le porzioni di eredità che la legge riserva obbligatoriamente a coniuge, figli e, in certi casi, parenti. Se il testamento o donazioni fatte in vita ledono queste quote, gli eredi lesi possono agire in giudizio entro 10 anni dall'apertura della successione per far dichiarare inefficaci tali disposizioni.
Divisione dell'eredità e conflitti tra eredi
Una volta individuati i chiamati all'eredità — coloro che per legge o testamento hanno diritto ad accettare o rinunciare — e avvenuta l'accettazione da parte di almeno due soggetti, si forma la comunione ereditaria: tutti i beni del defunto appartengono pro quota agli eredi. La divisione ereditaria è l'atto con cui si scioglie questa comunione, assegnando a ciascuno la propria parte. Se gli eredi raggiungono un accordo, la divisione può avvenire in modo negoziale e stragiudiziale. In caso di disaccordo, è necessario ricorrere al giudice, che provvederà d'ufficio alla spartizione del patrimonio.
In sintesi
La successione si apre alla morte del de cuius: testamentaria (olografo, pubblico, segreto) o legittima. Devono sempre essere rispettate le quote di legittima. Se gli eredi non si accordano sulla divisione, decide il giudice. Agire tempestivamente tutela i propri diritti ereditari.
